DRAGONGELLO Artemisia
dracunculus 
Si crede che questa pianta sia stata chiamata Artemisia in
onore di Diana artemide, dalla quale le derivava la
proprietà di ristabilire il flusso mestruale; dracunculus
significa 'piccolo drago' forse perché la forma del
cespuglio potrebbe ricordare questo mitico animale.
Considerato da tutti un'erba aromatica legata alla cucina
francese, il dragoncello solo da poco tempo è entrato in uso
anche in altri Paesi.
Un po' di storia
Pianta originaria della Russia meridionale e della Siberia
il dragoncello venne conosciuto e apprezzato dagli Arabi e
si diffuse in Occidente in seguito alle Crociate. Ampiamente
usato in medicina, è solo verso il XVI secolo che entra
anche nella gastronomia. In Italia si diffuse a partire
dalla Toscana: secondo la tradizione senese fu importato da
Carlo Magno nel 774 e coltivato nell'orto dell'Abbazia di S.
Antimo nei pressi di Montalcino.
Descrizione
E' una pianta erbacea, perenne, appartenente alla famiglia
delle Composite. Le radici sono legnose e ramificate così
come il fusto che forma dei cespugli di circa 1 m d'altezza.
Le foglie vicine alla bese sono divise in tre parti ed
allungate, mentre quelle superiori, prive di gambo hanno
margine intero ed estremità appuntite. L'infiorescenza è una
pannocchia molto ramificata con piccoli fiori
verdi-giallastri. Il frutto è di colore bruno scuro. Il
dragoncello non cresce spontaneo, preferisce la pianure ed
altitudini non superiori ad 800 m adattandosi bene al clima
continentale.
Raccolta e conservazione
Le foglie sono raccolte da Maggio a fine estate. Si devono
tagliare i rami dell'infiorescenza cercando di non toccare
la parte legnosa. Il dragoncello può essere essiccato in
ambienti ombreggiati, asciutti, ben areati e conservato in
recipienti di vetro o porcellana.
Uso in cucina
Viene impiegato per insaporire piatti a base di uova, si
sposa bene con il pollo ma anche con la carne ed il pesce
arrosto. E' un ingrediente essenziale nella preparazione
della salsa bernese, della salsa tartara e della famosa
salsa al dragoncello.
Il segreto dello chef
L'essiccamento altera notevolmente il sapore del
dragoncello. Sono da preferire foglie congelate a foglie
essiccate
In erboristeria
Preparato digestivo: lasciare macerare per 5 giorni
20 g di foglie di dragoncello in 100 ml di alcool a 60º.
Dopo i pasti berne 20-30 gocce.
Pollo al forno al dragoncello
Dosi per 4 persone
8 cosce di pollo o avan
cosce da 75 g ognuna
50 g di burro
2 cucchiai (30 ml) di
dragoncello tritato
sale e pepe nero
1 Preriscaldare il forno a 190 C.
2 Disossare pezzi di pollo, utilizzando un
coltello affilato e rigirarlo verso il basso fra l’osso e la
carne in modo da liberare l’osso. Far girare delicatamente
l’osso finché esca con facilità.
3 Fare ammorbidire leggermente il burro e
lavorandolo con un cucchiaio di legno ridurlo in crema. Unire il
dragoncello, il sale e il pepe.
4 Dividere il burro aromatizzato fra pezzi di
pollo, riempiendo abbondantemente la cavità di ogni osso tolto
Con l’aiuto di uno stuzzica dente o di un piccolo spiedo
sigillate le estremità aperte di ogni pezzo di pollo.
5 Adagiare i pezzi in un piatto da forno quadrato
di 23 cm di lato e coprire con un foglio di alluminio. Cuocere
per 40 minuti, togliendo il foglio di alluminio gli ultimi 10
minuti. Si può anche terminare la cottura su un barbecue.