SALVIA OFFICINALE
Salvia officinalis
Salvia deriva dal latino 'salves' cioè salute; 'officinalis'
perché usata
nelle antiche farmacie. Fu sempre considerata una pianta
dalle proprietà cosmetiche e salutare; un detto latino
diceva: " Perché un uomo dovrebbe morire quando la salvia
cresce nel suo giardino?"
Descrizione
E' un arbusto sempreverde aromatico appartenente alla
famiglia delle Labiate. La radice è ramificata e legnosa. La
parte superiore dei fusti, che possono essere alti anche 1 m
di altezza, è coperta di peli e di colore bianco cenere. La
foglie sono opposte, ovali, quelli inferiori con gambo,
quelli superiori senza. La superficie è rugosa, di colore
verde cenere e fortemente aromatica. I fiori, di colore
azzurro o violetto, sono raggruppati a formare una spiga
terminale. Il frutto contiene un solo seme.
Un po' di storia
Benchè nota fin dall'antichità dalla farmacopea ufficiale,
la salvia tuttavia stenta ad entrare in cucina. E' pur vero
che Apicio la cita più di una volta, ma l'uso era del tutto
casuale e senza convonzione. Saranno la Scuola Salernitana e
Arnaldo da Villanova, medico alchimista e teologo catalano
del XIII secolo, ad accreditare la salvia come condimento,
suggerendo di utilizzarla per farcire oche e porchette da
fare arrosto. Da allora l'uso della salvia si fa più
generale ma sempre con una certa perplessità. Ancora a metà
del '500, l'umanista Messibugo afferma che la salvia è più
un medicinale che un condimento. Tuttavia col passare del
tempo diventa man mnao uno degli odori più tipici della
cucina, soprattutto italiana.
Uso in cucina
La salvia ha un gusto abbastanza pungente ed aromatico ad un
sottile gusto di canfora. Viene utilizzata in vari modi: in
Italia per saporire piatti di carne (in particolare vitello
e fegato di vitello) o si fa soffriggere con il burro per
condire primi piatti; i tedeschi la usano per insaporire le
anguille e nei paesi mediterranei vengono infilate negli
spiedini alternate a dadini di carne e verdura. Usata nella
pasta dei formaggi o delle salsiccie, la salvia tritata
insieme alla cipolla viene impiegata anche nella
preparazione di ripieni per il maiale ed il pollo.
Il segreto dello chef
E' una delle erbe più adatte ad essere congelata
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Pàté di
nocciole e salvia
Dosi
per 4-6 persone
150 g
di nocciole
50 g
di semi di sesamo
225 g
di formaggio molle e fresco
2
spicchi di aglio schiacciati ½ d’cucchiaino (2ml) di sale
34 di
cucchiaino (2ml) di pepe nero
‘cucchiaio (IS ml) di salvia
tritata
2
cucchiai (30ml) di olio di oliva
circa
4 cucchiai (60ml) di latte
1
Riscaldare il forno a 180 C.
2
Disporre le nocciole e i semi di sesamo su placche da forno separate.
Tostare leggermente nel forno per 5-10 minuti. Quando le nocciole sono
fredde, sfregare per asportarne la pelle.
3
Macinare insieme le nocciole e i semi fino a che abbiano la grossezza
del pangrattato. O. se sì preferisce un pàté più rustico, macinate
finemente la metà delle nocciole e dei semi, e l’altra metà più
grossolanamente.
4 Pestare
in una ciotola insieme il formaggio molle e fresco, l’aglio, il sale, il
pepe, la salvia e l’olio.
5 Unire
il composto di nocciole e semi. amalgamandolo bene. Unire il latte per
rendere umido il composto. Il composto deve essere discretamente umido
poiché le nocciole assorbiranno un po’ di liquido.
6 Servire
freddo sui ramequin o su porzioni singole di insalata con crostoni.
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