GLOSSARIO      

AROMI IN CUCINA

PRINCIPI ATTIVI

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TimoThymus vulgaris  

Thymus deriva dall'egizio tham, una specie di timo utilizzato nelle imbalsamazioni, ripreso poi dai Greci col significato di "pianta profumata" e tradotto in latino da Virgilio che usò questo nome per primo.

Un po' di storia
I Greci apprezzavano molto un miele ricavato dai fiori di herpellon, una specie di timo ce cresceva sui monti vicino ad Atene ed al timo riconoscevano proprietà miracolose nelle 'malattie di petto', così come affermato da Galeno, medico e filosofo greco che, oltre a consigliarlo in polvere a chi soffriva di disturbi articolari, lo considerava il più potente antisettico conosciuto. I Romani cominciarono ad introdurre il timo in cucina e a profumare con esso vini e formaggi tramandandolo così ai posteri. Nel Medioevo le dame lo donavano al cavaliere del cuore affinché fosse da esso protetto in battaglia. Prima dell'invenzione del frigorifero il timo veniva usato per conservare gli alimenti vista la notevole concentrazione di olio essenziale ad azione antiputrida.

Descrizione
È un arbusto perenne della famiglia delle Laminacee, originario dell'area mediterranea. L'apparato radicale è a forma di cono rovesciato da cui si diparte il fusto abbondantemente ramificato, legnoso alla base ed erbacea alla sommità. Le foglie sono opposte, appuntite, senza gambo, di colore verde-cenere. I fiori, di colore bianco-roseo, sono riuniti in specie di spighe in cima ai rami. Il frutto, diviso in quattro, è marrone. Cresce bene dal mare alla montagna fino a 1500 m. e preferisce i luoghi aridi, pietrosi e soleggiati.

Raccolta e conservazione
Del timo si raccolgono le sommità fiorite, o i giovani ramoscelli quando sono in fioritura, tra maggio e luglio. La raccolta deve avvenire nelle prime ore del pomeriggio, tagliando i rametti a 5 cm dal suolo, evitando di recidere le parti legnose. Le foglie più basse sono più ricche di olio essenziale. L'essiccazione avviene all'ombra in un luogo areato disponendo i rametti sopra un foglio di carta, poiché le foglie tendono a cadere. Si conserva in recipenti di vetro e porcellana.

Uso in cucina

Il suo impiego alimentare è dovuto non solo alle sue propriteà aromatiche ma anche a quelle antisettiche che facilitano la conservazione dei cibi. Oltre a far parte del bouquet garni, il timo viene utilizzato per aromatizzare brodi, ripieni, minestre. Si sposa bene con il pesce e le verdure (peperoni e patate) ma anche con il manzo e l'agnello, il pollo ed i piatti di cacciagione che richiedono una cottura lenta con aglio e vino. È spesso aggiunto ai burri aromatici.
Sogliola in crosta con timo       

 Dosi per 4 persone

4 filetti di sogliola

25 g di burro

sale e pepe

150 ml di vino bianco secco

225 g di pasta sfoglia

1 uovo sbattuto

RIPIENO

25 g di burro

I cipolla media, tritata fine

50 gr di funghi tritati fini

110 gr di mollica di pane

75 gr di uva passa

1 cucchiaio (15 ml di timo tritato

1 uovo sbattuto

sale e pepe

1 Pre riscaldare il forno a 170 C.

2 Adagiare i filetti di sogliola in una teglia di cottura, cospargerli con alcuni fiocchetti di burro, salare e pepare e versarvi sopra il vino. Cuocere a fuoco medio per 15 minuti. Scolare, conservando il fondo di cottura.

3 Far fondere il burro e rosolare la cipolla. Unirvi i funghi tritati finemente e friggere alcuni minuti finché non siano morbidi.

4 Mescolare la cipolla e i funghi con il resto degli ingredienti

per il ripieno e lasciare da parte.

5 Portare il forno a 190  °C.

6 Dividere la pasta sfoglia in quattro porzioni. Spianarle ad una ad una fino ad ottenere la dimensione di un piatto da frutta. Adagiare un filetto di sogliola con un quarto del ripieno su ogni disco di pasta. Arrotolare, inumidire i bordi del disco con l’uovo sbattuto e chiudere.

7 Lucidare con l’uovo sbattuto e cuocere per circa 20 minuti, o finché non sia ben dorato. È delizioso servito con una salsa alla panna aromatizzata al timo.