Il Giardino Officinale

Percorrendo la via che dall'Adriatico giunge al Gran Sasso, si attraversa un paesaggio lieto e riposante:

un manto verde e continuo steso sulle pendici assolate dei colli e delle basse montagne fa da sfondo alle vaste coltivazioni di olivo. Qui si trova anche un Orto Botanico, o più precisamente un "Giardino Officinale".
Dal 1986 a Propezzano, in provincia di Teramo, esiste un orto botanico di piante aromatiche, medicinali e da essenza, poco noto al grande pubblico, ma ricco di significato simbolico e culturale. Ne è ideatore e creatore Filippo Torzolini che, sorretto da un grande amore per la campagna e dall'esigenza di rivalorizzarla, più di venti anni fa lasciò il posto di lavoro in fabbrica per penetrare in un mondo nuovo, fatto dei colori e dei profumi mediterranei. Il Giardino Officinale deve quindi essere considerato - come lui stesso sottolinea - espressione di una filosofia di vita, volta a riscoprire i legami profondi con la nostra cultura contadina a cui molte Erbe appartengono.

A parte l'amabile collocazione e l'elevato valore simbolico e culturale, il Giardino Officinale affascina per la sua bellezza, unione di una piacevolezza di particolari e di una armoniosa struttura di insieme. Chi lo visita rimane colpito dal sottile equilibrio fra ordine e disordine, dato da sentieri sterrati, inerbiti od in ghiaino, basse siepi, rifiniture in pietra, staccionate in legno rustico, ecc. che provvedono a disciplinare la profusione di fogliame e fioriture, mentre nell'aria si alternano e si confondono gli aromi delle svariate essenze. Quasi irresistibile è il desiderio di toccare ora il timo, ora la lavanda, ora la santoreggia, per impregnarsi le dita del loro profumo intenso e persistente.

La primavera è senza dubbio il periodo più felice per la visita, dato che molte piante sono in fiore, dal timo alle salvie, dall'issopo al la santoreggia, e poi le digitali, la melissa, l'echinacea, la nepeta e tante altre ancora. Partendo dall'ingresso, e dopo avere oltrepassato le serre di produzione (ottenuta senza l'ausilio di concimi chimici e fitofarmaci si sintesi) ci si incammina verso il sentiero che si snoda, in maniera circolare, su un colle degradante lungo il quale sono sistemate le piante a seconda dell'utilizzo: quelle da essenza in genere e quelle da essenza per liquoreria, le piante medicinali per uso erboristico e farmaceutico, quelle d'uso domestico antico, le erbe aromatiche alimentari, quelle da profumo. Oltre a questa chiave di lettura, ne esiste una seconda che riguarda l'uso ornamentale: erbacee perenni da fiore, arbustive o tappezzanti. Infatti, molte delle specie qui coltivate sono piante sia officinali che ornamentali. Così, le splendide fioriture della digitale rossa (Digitalis puupurea) o della Nepeta x fassenii, le aiuole di rosmarino (Rosmarinus officinalis) e santolina (Santolina chama ecyparissu) invogliano il visitatore a prendere qualche spunto per arricchire il proprio giardino di casa. Si possono, ad esempio, armoniosamente affiancare ben dodici varietà di timo (Thynus officinalis) per comporre un'aiuola dai motivi cromatici affascinati: dal bianco al viola cupo, quasi a comporre un tappeto ricamato. Lungo tutto il percorso l'ottima cartellinatura aiuta il visitatore al riconoscimento delle specie e varietà botaniche.

Fra le piante per liquoreria primeggia l'artemisa, o meglio l'assenzio (Artemisia absinthium): non vi è liquore, amaro o vemouth che non lo contenga, seguìto dal Genepi (A. genepi), componente pregiato di famosi distillati alle erbe alpine e poi dal tanaceto (Tanacetum vulgaris), la cui varietà "riccia" entra nella composizione del famoso liquore "Arquebuse". Segue la melissa (Melissa officinalis), la cui fama deriva dall'essere stata in auge come componente dell' "Acqua di melissa dei Carmelitani Scalzi", che veniva usata per curare le più svariate forme nervose. Nel settore della piante aromatiche alimentari spicca la menta (Mentha piperita) e soprattutto la menta romana (M. viridis) che nella cultura contadina del centro Italia veniva unita ai piatti "poveri" ed entrava, nel teramano, nel "ciautell", consistente in pane secco, bagnato con olio, aceto, aglio ed, appunto, menta, e che veniva servito d'estate nei campi per togliere l'arsura da sete durante i lavori. Fra le piante per la profumeria troviamo la sclarea (Salvia sclarea), a cui seguono le numerose specie per uso farmateutico: digitale, dragoncello (Artemisia dracunculus), elicriso (Helichrysum italicum), ecc. Ogni specie o varietà ha quindi un ruolo ben preciso nel Giardino ed una propria storia da raccontare, ad iniziare dalle origini, agli usi popolari ed alle credenze fino alle scoperte scientifiche, antiche o recenti, che le vedono protagoniste di prodotti terapeutici per uomo, animali e anche piante. Basti pensare al piretro (Pyretrum c inerarifolium) da cui si ricava l'insetticida naturale più conosciuto contro mosche, zanzare ed altri insetti. Chi vuole portare via, al termine della visita, un pezzetto....di Giardino, può scegliere tra tutte le Erbe, e sono moltissime, messe a disposizione da Torzolini e prodotte nel vivaio con il metodo biologico. Niente di più sicuro che acquistare da chi fornisce e produce da anni piante officinali con tanta passione e competenza.