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Canzano
La storia del borgo vede
il massimo splendore nel medioevo quando fu costruito un
castello e utilizzato, vista la posizione, per
l’avvistamento di truppe ostili.
A quei tempi il luogo si chiamava Canzanella,
ovvero cittadella della Buona vista.
Seguirono anni in cui, eravamo nel secolo XVII, la zona
fu feudo dei signori di Acquaviva, Duchi di Atri,
proprietari di quasi tutte le zone vicine nella vallata
del Vomano.
Poi le vicende del Regno delle Due Sicilie,
l’unificazione d’Italia, momenti topici della vita
italiana, a cui Canzano partecipò
attivamente.
Nel paese l’economia è quasi del tutto agricola.
Le lussureggianti colline dei dintorni regalano vini,
oli e colture di cereali di qualità altissima. Voce
importante dell’economia è anche l’allevamento del
bestiame e degli animali da cortile.
Ma è la gastronomia a farla da padrone a Canzano
con il suo “tacchino alla canzanese”,
vero culto della tavola abruzzese.
Una leccornia!
Deliziosa pietanza in gelatina servita fredda che
rappresenta la cucina teramana nel mondo.
Questo piatto, fra l’altro, è sbarcato sulla luna!
Avete letto bene!
Neil Armstrong, il primo uomo a porre piede sul
satellite della terra, lo individuò come cibo ideale per
le imprese degli astronauti, in quanto nutritivo,
saporito e a lunga conservazione.
In Canada, a Toronto e Montreal non c’è locale italiano
che non esponga in menù un pezzetto di Canzano.
Fra l’altro la preparazione della ricetta è elaborata,
nonostante la essenzialità degli ingredienti che vedono
oltre alla tacchinella, la presenza di rosmarino, aglio,
olio, alloro e sale. Il piatto ben rappresenta la
semplicità del paese.
Le anziane donne del borgo mi raccomandano di ricordare
che gli inventori del “Tacchino alla Canzanese”
furono i signori Cimini Egidio e Roscioli Francesco,
vissuti nel fine ‘800, agricoltori e cultori di cucina
che una sera a cena con amici si accorsero che il brodo
preparato con l’animale al mattino, era diventato
gelatina la sera.
All’assaggio i due si accorsero del gusto sapido e
deciso e inventarono il piatto che è valso l’onore delle
tavole del mondo a questo minuscolo paese
dell’entroterra teramano.
Qui la gente è orgogliosa dei suoi piatti, ne difende la
qualità e il gusto, scegliendo attentamente i prodotti
giusti per la lavorazione.
Da qui nasce la annosa disputa sul sesso del volatile
che molti vogliono sia meglio femminile.
D’altronde è certo nella specie umana che la donna sia
meglio dell’uomo e allora perché non credere che la
tacchinella femmina sia meglio del “tacchinone masculo”?
Ma la domanda da profano sorge spontanea…chi in città
sa, oggi, riconoscere il sesso di qualsivoglia
gallinaceo?
Non perdetevi poi il dolce tipico: “lo Storione”.
Non immaginate un mischiume terribile di zucchero e
pesce del mare del Nord.
In realtà si tratta di un dolce di mandorla e
cioccolato, crema e buccia di limone, che sicuramente
non gioverà alla vostra linea e al colesterolo, ma che
vi metterà allegria appena ingerito.
Il nostro viaggio nella galassia canzanese sta per
finire.
Le donne non dimentichino che questa è la capitale del
merletto e che una fiorente scuola di esperte
ricamatrici le attendono, né passi in second’ordine che
qui gli anziani trascorrono belle ore tra serate da
ballo e scuola di quadriglia.
A Canzano si vive bene!
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