SANTA MARIA DI PROPEZZANO

   Immersa nel verde della campagna nella florida vallata del Vomano, quasi a contemplare la maestosità del Gran Sasso, sorge l'Abbazia di Propezzano sita nel comune di Morro D'Oro (TE). La chiesa, di stile romanico con bassorilievi bizantini e longobardi, fu fondata, secondo la scritta in carattere gotico esistente sotto il portico, nel 715 D.C.
Da ricerche storiche recenti risulta edificata sui resti di un tempio pagano dedicato a Giano: da qui, una delle probabili origini del nome "Propezzano" equivalente a "Prope Janum", cioè luogo sito nelle vicinanze del tempio. Secondo una leggenda, che spiega le origini della fondazione della chiesa, sembra che tre pellegrini tedeschi, di ritorno dalla Terra Santa, stanchi delle fatiche del viaggio, si siano fermati a riposare in quel luogo, all'ombra di un albero di corniolo. Avevano da poco appeso le bisacce con le reliquie ai rami dell'albero, quando il corniolo cominciò a crescere verso l'alto. Intimoriti, i tre pellegrini pregarono Dio affinché spiegasse loro il significato del miracolo. Presi dal sonno assistettero alla apparizione della Santa Vergine che ordinava loro di costruire in quel luogo una chiesa a lei dedicata.

     A Santa Maria, "propiziatrice" dell'evento miracoloso, si fa risalire a seconda origine del nome "propitiano", attuale Propezzano. L'Abbazia, completata nel 1285, reca nella facciata un artistico rosone formato da tetti concentrici con fregi in terracotta con sopra lo stemma degli Acquaviva.
   Sotto il portico, a tre archi a sesto acuto sorretto da colonne, l'ingresso della chiesa con una porta in legno con riquadrature in ferro, bulloni e gigli. A destra del portico, la Porta Santa che si apre due volte l'anno; il 10 maggio (data presunta della fondazione) e nella festività della Ascensione per le "passate" (antico rito di preghiera). L'interno è a tre navate, divise da quattro arcate a tutto sesto.
      A fianco della chiesa, l'antico monastero con un chiostro a pianta quadrata, recante gli affreschi del pittore polacco Sebastiano Majesky. Dal 1902 la Chiesa risulta monumento nazionale in quanto mirabile esempio di arte